Locazione geografica e cenni storici
Le origini della città si perdono nella leggenda. Un antico racconto la farebbe risalire ad Antello, un eroe di Troia, il quale con Enea fuggì dopo la distruzione della città. Mentre Enea aveva proseguito le sue peregrinazioni fino al Lazio, Antello si sarebbe fermato qui, dando origine alla città di Altilia (Alter Ilium - altra Troia), che un'altra leggenda, al contrario, diceva fondata da Althea, già regina dei Mirmidoni e qui pervenuta dopo essere fuggita dai suoi sudditi, anche a causa della morte di suo figlio Melegrano che lei stessa avrebbe annientato.
Gli scavi eseguiti nei dintorni, lungo il corso del torrente Pisciulo, nella dolina bucherellata da grotte detta il Pulo, in località Iesce e in località Casal Sabini, hanno portato alla luce tracce della civiltà della pietra, del bronzo e del ferro, che dimostrano come la zona sia stata popolata in diverse epoche. La nascita di una città peuceta sulla sommità della collina ove ora sorge l'attuale centro storico, segnò l'abbandono degli insediamenti sparpagliati nel territorio circostante. Doveva trattarsi di un abitato di notevoli dimensioni, cinto da mura di cui si conservano i resti.
L'abitato fu distrutto dai Saraceni e la città rinacque per volere di Federico II (come conferma l'epigrafe sotto lo stemma biancorosso della citta FEDERICUS ME REPARAVIT), con obiettivi militari ed economici, ben difesa da un castello e da una nuova cinta muraria. Per farla abitare chiamò gente anche dai paesi vicini, compresi greci ed ebrei delle zone del suo regno, concedendo franchigie e privilegi speciali.
Dal XIII secolo la città si espanse gradualmente in una situazione politica ed economica caratterizzata dall'accentuarsi del potere del clero e delle famiglie nobiliari.
La prima volta che comparve il nome di Altamura su un documento ufficiale fu in un processo del 1299 tra l'Arciprete e il Vescovo di Gravina. Nonostante un rallentamento dello sviluppo durante il XIV secolo, in Altamura continuarono ad inurbarsi le popolazioni dei territori circostanti, in particolare lucani, che costruirono le loro abitazioni secondo una organizzazione tipologica che andava acquistando la fisionomia definitiva del "Claustro" (vicolo cieco a cortile).
Fino alla fine del Settecento l'attività edilizia nella città si concretizzò nel primitivo perimetro, rinnovandosi e addensandosi fino a costituire un tessuto edilizio compatto e continuo. La struttura urbana è articolata secondo assi viari convergenti verso la cattedrale e raccordati da percorsi approssimativamente anulari che collegano una fitta rete di vicoli e cortili a fondo cieco, i quali configurano spazi allungati ovoidali su cui si affaccia un minuto tessuto residenziale: abitazioni povere composte di una o due stanze, ma dotate di una loro dignità architettonica definita dalla continuità dei materiali (il tufo e la pietra), dei colori e della essenzialità degli elementi architettonici. Questa singolare tipologia urbana, denominata "claustro" unica nel suo genere in Puglia, suggerita forse da un preesistente impianto di origine peuceta, o influenzata da forme abitative di origine araba e greca, trovava una sua giustificazione sia nella necessità di chiudersi a difesa verso l'esterno, sia nella esigenza di uno spazio a cortile funzionale ad una economia agricola. Lo spazio racchiuso, protetto nel quartiere greco anche da un arco con portale, è il luogo entro cui svolgere piccole attività produttive di trasformazione, custodire gli animali e gli attrezzi e vivere una vita sociale in una piccola comunità con stretti legami economici e familiari. La struttura della città si organizza quindi in tanti insiemi edilizi in cui si riconoscono le piccole comunità di differente origine, costume e religione, ma tutti collegati da un doppio sistema viario, radiocentrico ed anulare.
Con la crisi della società feudale nel periodo napoleonico e l'inizio della mobilizzazione dei latifondi nasce a poco a poco una borghesia che finisce per concentrare nelle sue mani buona parte della grande proprietà terriera, ora più frazionata. Ma ad opera di essa le aziende ricevono le prime trasformazioni: alle culture estensive e al pascolo si sostituiscono culture più redditizie. E a questo clima economico più dinamico corrisponde il definitivo superamento del limite costituito dalla vecchia cinta muraria.
Monumenti
È famosa in campo internazionale per il ritrovamento, nella grotta di “Lamalunga”, del cranio e di altri resti ossei di un ominide vissuto 200-300 mila anni fa (Vacca, 1999). La cavità, scoperta nell'ottobre 1993 dal C.A.R.S. (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche), è a circa 450 m s.l.m. e si trova a 1,2 Km dalla Masseria Lamalunga in direzione SE.
A circa cinque chilometri da Altamura, in località Pontrelli in una cava, sulla strada per Santeramo in Colle è presente un sito paleontologico di importanza mondiale per la presenza di migliaia di impronte di dinosauri, la formazione della roccia su cui sono impresse le impronte risalirebbe al Cretacico Superiore cioè a circa ottanta milioni di anni fa.
Altamura è nota anche per la più grossa dolina delle Murge: Il Pulo di Altamura. Tale dolina si apre a circa 477m s.l.m.; ha un diametro di 550m ed una profondità di 92m
Pregevole è la cattedrale federiciana, sintesi riuscita di numerosi stili e stratificazioni succedutesi nel tempo.
Festività e sagre
Altamura è conosciuta per la produzione di un tipico tipo di pane, fatto di semola rimacinata di grano duro, che ha ricevuto il marchio DOP e viene commercializzato in numerose parti d'Italia e anche all'estero. Dal 2006 viene organizzata la manifestazione Le Vie Pane.
Link
www.comune.altamura.ba.it/
fonte: wikipedia